Finiture: il legno massiccio (o massello)

Il legno massiccio come materiale strutturale è già stato trattato nel relativo capitolo che potete trovare a questo indirizzo: I materiali strutturali: il legno massiccio (o massello); in questo capitolo vedremo il legno massiccio inteso come finitura estetica.

Travi accatastate per la conservazione.

A differenza delle altre finiture, il legno massiccio ha un'estetica molto presente, caratterizzata da venature e nodi evidenti. Essendo un materiale ricavato da travi piene, è difficilmente controllabile a livello estetico; sarà infatti difficile avere una trave del tutto priva di nodi o con venatura particolarmente rettilinee. Queste caratteristiche rendono il legno massello molto particolare, adatto a progetti dai toni medio-caldi.

Esempio di trave con corteccia perimetrale.

È una finitura estetica non troppo flessibile, in quanto dipende direttamente dalla trave che si sceglie in fase di lavorazione. Se in lunghezza è possibile trovare travi particolarmente lunghe, non è possibile dire la stessa cosa per la larghezza. La larghezza di una trave è direttamente proporzionale al diametro della pianta da cui è stata sezionata, pertanto è possibile trovare in commercio travi fino a 80/100 cm di larghezza.

Tavola di Cedro larga 95 cm e lunga quasi 300 cm.

Per ovviare a questo limite e realizzare arredi più larghi è possibile giuntare varie travi, lavorazione da effettuare dopo un’attenta analisi in quanto il legno, essendo un materiale vivo, è soggetto a mutamenti nel corso del tempo, portando le travi incollate a muoversi anche dopo anni.

In commercio si trovano con estrema facilita travi medio piccole (lunghe fino a 200 cm), adatte a realizzare mensole, banconi snack e piani d’appoggio in generale. Travi più lunghe sono soggette a caratteri estetici più evidenti come venature disconnesse e nodi molto evidenti. Vengono utilizzate ad esempio per realizzare tavoli da pranzo o pannelli divisori.

Questo accade perché è molto difficile avere una pianta regolare per un’ altezza oltre i 200 cm; oltre questa misura infatti l’albero avrà subito, nel corso della sua esistenza, sviluppi anomali, torsioni e cipollature, che ne avranno modificato la crescita.

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